Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la Legge di Bilancio, che introduce un ampio insieme di interventi fiscali, contributivi e previdenziali con effetti rilevanti sulla pianificazione di imprese, lavoratori e famiglie.

Di seguito si propone una lettura organica delle principali novità, con particolare attenzione agli aspetti operativi.

Revisione IRPEF e tassazione dei redditi

La manovra prosegue nel percorso di revisione dell’IRPEF, confermando la struttura a tre scaglioni e intervenendo sull’aliquota del secondo scaglione.

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% per redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro;
  • 43% per redditi superiori a 50.000 euro.

La riduzione dell’aliquota intermedia determina un alleggerimento del carico fiscale sui redditi medio-bassi, ferme restando le regole ordinarie sulle detrazioni.

Misure riguardanti i lavoratori dipendenti e il costo del lavoro

La Legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto coordinato di misure finalizzate ad aumentare il reddito netto dei lavoratori dipendenti e a ridurre il costo del lavoro per i datori di lavoro.

La Legge di Bilancio 2024 (art. 1, commi 101–111) ha introdotto l’obbligo per le imprese di dotarsi di una polizza assicurativa a copertura dei danni ai beni strumentali derivanti da eventi catastrofali. Con il Decreto attuativo del 30 gennaio 2025 n. 18 e il successivo decreto di proroga delle scadenze, il quadro normativo è ora definito.


1. Chi è obbligato

Devono stipulare la polizza tutte le imprese che:

  • sono iscritte al Registro delle Imprese;
  • hanno sede legale o stabile organizzazione in Italia;
  • possiedono o utilizzano beni strumentali.

In prossimità delle festività natalizie, molte imprese provvedono alla distribuzione di omaggi a clienti e contatti commerciali.
A partire dal 2025, la normativa introduce l’obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili per poter beneficiare della deducibilità del costo e, nei casi previsti, della detraibilità dell’IVA.

La presente circolare riepiloga in modo organico le regole ordinarie e le novità applicabili.

Destinatari ammessi: clienti e potenziali clienti

Gli omaggi destinati a clienti già acquisiti costituiscono una tipica spesa di rappresentanza.
Sono quindi:

  • ammissibili ai fini fiscali;

  • deducibili secondo le regole ordinarie;

  • con IVA detraibile se il valore unitario non supera i 50 euro e il bene è estraneo all’attività dell’impresa.

Sempre più persone si avvicinano al mondo delle vendite online: chi apre un piccolo e-commerce, chi utilizza piattaforme come Amazon, Vinted o eBay per vendere oggetti, e chi trasforma una passione in un’attività redditizia.

Ma quando questa attività richiede davvero l’apertura della partita IVA?

La risposta sta nel principio di abitualità, cioè nella frequenza, organizzazione e finalità di guadagno con cui si svolge la vendita.

Occasionale o abituale? La differenza che conta
Se vendi oggetti personali in modo sporadico, senza cercare un profitto stabile, non sei considerato un’impresa: si tratta di una cessione occasionale e non è necessario aprire partita IVA.

Ma se le vendite diventano regolari, se utilizzi strumenti pubblicitari, piattaforme di e-commerce o se acquisti prodotti con l’intento di rivenderli, allora la tua attività assume carattere abituale.
In questo caso, la legge ti considera un imprenditore e nasce l’obbligo di aprire la partita IVA.

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