Il Consiglio dei ministri del 28 aprile 2026 ha approvato il nuovo Decreto Lavoro Primo Maggio, introducendo un pacchetto di misure che interviene su incentivi all’occupazione, corretto trattamento retributivo, conciliazione vita-lavoro e contrasto al caporalato digitale. Il provvedimento presenta un impianto più selettivo rispetto al passato e collega in modo espresso l’accesso alle agevolazioni alla corretta applicazione dei contratti collettivi e al rispetto del cosiddetto salario giusto. Resta ferma la necessità di verificare il testo definitivo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e i successivi provvedimenti attuativi.
Salario giusto e accesso agli incentivi
Il decreto subordina l’accesso agli incentivi alla corretta applicazione del trattamento economico complessivo previsto dai CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Non viene introdotto un salario minimo legale generalizzato, ma viene assunto il contratto collettivo come parametro di riferimento per verificare la correttezza del trattamento economico riconosciuto al lavoratore. La verifica non riguarderà solo età, disoccupazione, sede aziendale o appartenenza alla ZES, ma anche contratto applicato, livello di inquadramento e retribuzione complessiva. È inoltre prevista l’indicazione in busta paga del codice alfanumerico del CCNL applicato.
