Il credito d’imposta ZES Unica per gli investimenti nel Mezzogiorno non si ferma al 2025. La Legge di Bilancio 2026 ne ha infatti disposto la proroga anche per il 2026, 2027 e 2028, confermando una delle principali agevolazioni alle imprese per chi investe nelle aree agevolate del Sud. La misura continua a riguardare le strutture produttive ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Che cosa agevola
Il beneficio consiste in un credito di imposta, utilizzabile in compensazione, riconosciuto alle imprese che realizzano un progetto di investimento iniziale nelle aree ZES. Sono agevolabili gli investimenti in:
- nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie;
- terreni;
- immobili strumentali, anche mediante acquisizione, ampliamento o realizzazione.
Il valore di terreni e immobili non può superare il 50 per cento dell’investimento complessivo agevolato. L’investimento minimo deve essere pari ad almeno 200.000 euro, mentre il limite massimo agevolabile per ciascun progetto è pari a 100 milioni di euro.
Misura del credito
Il credito spetta nel limite massimo consentito dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, con percentuali differenziate in base alla dimensione d’impresa e alla regione interessata, fino ad un massimo del 60%.
La misura effettivamente fruibile non è però automatica, poiché il credito finale dipenderà anche dalle risorse disponibili e dal rapporto tra stanziamento annuo e ammontare complessivo delle richieste pervenute.
Scadenza 2026 e finestre successive
Per gli investimenti da effettuare nel 2026, gli operatori economici interessati devono presentare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione preventiva:
- dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026, indicando le spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2026 e quelle che si prevede di sostenere fino al 31 dicembre 2026.
A pena di decadenza, dovrà poi essere trasmessa una comunicazione integrativa:
- dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027, attestando gli investimenti effettivamente realizzati nel 2026.
La stessa logica si ripeterà anche negli anni successivi:
- dal 31 marzo 2027 al 30 maggio 2027 per gli investimenti 2027, con integrativa dal 3 gennaio al 17 gennaio 2028;
- dal 31 marzo 2028 al 30 maggio 2028 per gli investimenti 2028, con integrativa dal 3 gennaio al 17 gennaio 2029.
La comunicazione integrativa non può indicare investimenti superiori a quelli esposti nella comunicazione preventiva.
Settori esclusi
Restano esclusi dal beneficio, tra gli altri, i settori:
- siderurgico, carbonifero e lignite;
- trasporti e relative infrastrutture, con esclusione del magazzinaggio e del supporto ai trasporti;
- energia e relative infrastrutture;
- banda larga;
- creditizio, finanziario e assicurativo.
Tutti gli altri settori, in linea generale, restano ammessi.
Ulteriori condizioni da rispettare
I beni acquistati devono essere destinati alla struttura produttiva agevolata, entrare in funzione nei termini previsti e non possono essere ceduti o dismessi nei cinque anni successivi all’entrata in funzione. L’impresa beneficiaria deve inoltre mantenere l’attività nella zona agevolata per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento.
Certificazione e controllo documentale
L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile devono risultare da apposita certificazione rilasciata da un Revisore legale dei conti. La predisposizione corretta della pratica richiede quindi attenzione non solo sotto il profilo fiscale, ma anche sotto quello documentale e tecnico.
Cumulo con altre agevolazioni
Il bonus ZES Unica è, in linea generale, cumulabile con altri aiuti di Stato e con altre misure agevolative riferite ai medesimi costi, purché il cumulo non comporti il superamento dei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dalla disciplina europea. Anche per questo motivo è opportuno effettuare una verifica preventiva del quadro agevolativo complessivo, soprattutto quando l’impresa intende combinare il credito di imposta ZES con altre misure, comprese l'iper ammortamento per i beni 4.0.
Il supporto dello Studio
Lo Studio assiste le imprese nella valutazione preliminare dell’investimento, nella verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi, nella predisposizione della comunicazione e nella gestione dell’intero iter fino alla certificazione finale. L’attività viene svolta con approccio integrato, coinvolgendo Commercialista, Revisore contabile e, ove necessario, Perito certificatore per i beni 4.0, con particolare attenzione anche al tema del cumulo con altre agevolazioni alle imprese.
Conclusioni
La riapertura del 31 marzo 2026 rappresenta un passaggio importante per le imprese che intendono investire nel Mezzogiorno. Il credito d’imposta ZES Unica si conferma una misura di grande interesse, ma richiede una gestione tempestiva e tecnicamente corretta, sia per le comunicazioni sia per la documentazione da predisporre.
Lo Studio resta a disposizione per la verifica preliminare dell’investimento e per l’assistenza completa nell’accesso al beneficio.
Studio Associato Sanseverino
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